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Il
canto dell’angelo-gatto
o una visione aristotelica della città di Barcellona
Dedicato all’ angelo-gatto.
Autodedicato.
Dedicato agli amori nati a Barcellona.
Barcellona
la nera, di fuliggine, di notte
città
degli amori clandestini e delle lettere rubate
dei vicoli sporchi e dell’odore di panni stesi
un palpito, un bacio, due corpi
anche la morte esiste annunciano i piccioni
un palpito, un bacio, due corpi
che
regolari tatuano la parola amore sul selciato
per lanciarla contro una proibizione
(non chiedere qual’è la sua colpa, mi senti?)
anche la morte esiste anche la morte esiste...
ripete insistente qualcuno che non merita di avere un nome
voglio vivere ogni ora come se fosse l’ultima
come se fosse l’ultima
l’ultima
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del
mare, Santa Maria
La Sardegna fu nostra un giorno, tu mio un altro
qualcuno mise la prima pietra della chiesa degli uomini del mareio ti
distesi su un letto di nubi
dimmi che ti manco, puoi farlo, però fallo guardando in alto:
sarò tra le tue lunghe gambe ottogonali
gridando dalle anarchiche fessure del tuo tetto
quello che sai bene, che tu sei il mio tutto
del vento, frangionde
chi vuol vendere la storia del suo primo, impacciato, crudele amore?
la memoria gioca a mio favore: ricordo soltanto che quando iniziai a guardarti
si spalancarono i miei occhi
non dimenticare questa luna che ci ha visto nascere
guarda il mare: scorre
come te, mio navigante
della terra, Sant Pau
Guifré Borrell ignorava che un giorno t’avrei desiderato
anch’io,
tutti i benedettini che si son segnati con
l’acqua santa della tua santa pila
e tutti gli uomini della terra che ringraziavano dio
pur vivendo nei sobborghi
non franare, amore, ti ho costruito e devi essere mio:
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il tuo corpo ardente
è l’abside dove ho deciso ripararmi
non dire no
i gabbiani possono essere assassini, io, mai
ucciderei solo chi chiudesse a chiave la preziosa anima che ti delinea
non dire no
qualcuno potrebbe farti del male, io mai
del fuoco, ...
la notte (sempre la notte) è rossa nella città
(se vuoi sapere il perchè, zitto e ascolta)
- tinta rossa dal cortile di luce più alto...
voglio vedere il tuo profilo e le tue labbra color fuoco! la notte (sempre
la notte) non dorme nella città
sono pochi quelli che sognano, qui
e chi lo fa, poveraccio, non sa che
tu sei capace di fare dei sogni
realtà,
angelo-gatto con occhi d’ottonel’arteria-Rambla cola orgasmi
e pianti
ogni grido, un fiore con la prima rugiada
ogni lacrima, una condanna (non dire nero
guarda il mare: vedi, ritorna
cammina
cammina a una spanna dal suolo: vola
grida fuoco quando vedi rosso)
Meritxell Cucurella-Jorba |