| Mediterraneo
Predrag Matvejevic: Breviario mediterraneo
L’estensione dello spazio, la peculiarità del paesaggio,
la compattezza d’assieme creano l’impressione che il Mediterraneo
sia ad un tempo un mondo a sé ed il centro del mondo: un mare circondato
da terre, una terra bagnata dal mare. Il sole che gli sta sopra e, lo
illumina generosamente come fosse in cielo solo per amor suo o appartenesse
unicamente ad esso. (i cosmografi ed i geografi del mondo antico trasferirono
probabilmente qualcosa di questa illusione nelle loro teorie e sulle carte).
L’effetto dei raggi solari provoca determinati atteggiamenti psicologici,
di durata stabile o passeggera. L’apertura e la trasparenza della
volta celeste provocano stati di misticismo e paura dell’aldilà.
Il Mediterraneo ha innalzato monumenti alla fede ed alla superstizione,
alla grandezza ed alla vacuità. A proposito delle città
del mediterraneo di cui gli esperti dicono che non si sono formate come
altrove dai villaggi, ma che invece hanno creato esse stesse dei villaggi
attorno a sé e per sé, è stato già detto praticamente
tutto: della polis e della politica, di piante e catasti, di costruzioni
e stili, di pietre e tagli di pietre, di scultura ed architettura, dei
templi e dei cerimoniali, degli edifici e delle istituzioni, di scale,
portali, facciate e palazzi, capitelli e castelli, di piazze e fontane,
rive e corsi, di strade e di vita che si svolge appunto sulla strada.
Le città di mare avevano le proprie forme di governo, i loro cittadini
ed i loro sudditi, leggi e prigioni, diplomi e sigilli, bandiere e stemmi.
Si distinguono le città con li porto dalle città-porto.
Nelle prime i porti sono stati costruiti per necessità, nelle altre
si sono creati secondo la natura dei luoghi; qui sono una mediazione o
un completamento, là l’inizio o il centro; ci sono porti
che restano per sempre soltanto degli approdi o ancoraggi, mentre altri
diventano palcoscenici ed infine mondi. In questi ultimi si raccoglie
di tutto e le cose vi affluiscono da ogni dove, si possono raggiungere
da terra e vi si accede anche dal mare: si tratta dei porti franchi. Ogni
vero porto aspira a diventare franco, ad acquisire ed ottenere tutto ciò
che serve per tale scopo. I loro saggi abitanti costruivano i lazzaretti
e stabilivano i periodi di quarantena.
Lungo il mediterraneo spuntarono anche i primi asili per quelli il cui
spirito era salpato per il vasto mare o aveva perduto l’ancora.
Possiamo altresì distinguere i porti da altri elementi: se sono
stati aperti dal corso di un fiume, se l’hanno scelto o imposto
le spinte di terraferma o addirittura dell’entroterra o se infine
è stato proprio voluto dal mare. La natura del porto dipenda dal
modo in cui il mare gli sta dentro, dai soggetti cui è accessibile.
L’Atlantico o il Pacifico sono i mari delle distanze, il mediterraneo
è il mare della vicinanza, l’Adriatico è il mare dell’intimità.
Nei porti franchi si sente meglio la presenza del mare. In essi non si
svolgono solo operazioni commerciali o almeno non solo quelle più
vantaggiose. (Da alcuni porti delle isole Ionie si importavano fino a
non molto tempo fa solo conchiglie e coralli per le collane delle giovani
donne). La credenza che le città sommerse abbiano i loro porti
esiste da tempo nel Mediterraneo.
(Predrag Matvejevic, Brevario mediterraneo, pag. 21-22).
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Jean-Claude Izzo: Marinai perduti
Lo Stanley Glory, sul quale navigava all’epoca, aveva appena fatto
scalo a Marsiglia. Entrare nella rada gli procurava sempre lo stesso stupore.
Non sapeva perchè, ma ogni volta che entrava in quel porto aveva
l’impressione di ritornare a casa. Amava i profumi di Marsiglia.
Una città odorosa. Forse non di garofano pepato come aveva scritto
Blaise Cendrars, ma di qualcosa di simile, un misto di basilico e coriandolo.
Con una punta di pepe e cannella. La felicità lo aspettava all’attracco.
Ai comandi di suo padre, il D’Artagnan era ormeggiato al molo E,
nel bacino della Pineta, proprio accanto alla nave di Diamantis. Non si
vedevano da tre anni. Quando lui era ad Atene, suo padre era in mare e
viceversa, e quando navigavano tutti e due li separavano parecchie settimane
a ogni scalo.
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