Sul porto di livorno

Era la dolce figlia
di un uomo solitario
tra il loro amore il mare
lui era un pescatore.
Prima un bacio, poi un altro,
ogni sera era un addio,
lei gli porgeva un cestino
e sorrideva al destino.
Io non ho lasciato il mio cuore
a San Francisco,
io ho lasciato il mio cuore
sul porto di Livorno.
Le luci s’accendevano sul mare,
era un giorno strano,
mi rifiutai di credere
che fossero lampare.
Al ritorno ero amaro
anche se sorridevo,
era tutto cambiato,

mi sentivo un estraneo.
Me ne andai verso il mare
a cercare un ricordo,
a trovare un passato,
di quando era tempo d’amare.
Io non ho lasciato il mio cuore
a San Francisco,
io ho lasciato il mio cuore
sul porto di Livorno.

Livorno

Un pianto che si scioglie,
La statua nella piazza
La vita che si sceglie
è il sogno di una pazza.
La sera è già calata
Comincio a camminare
Sperando di incontrare
Qualcuna come te
Triste triste
Troppo triste è questa sera
Questa sera, lunga sera
Ho trovato
Una nave che salpava
Ed ho chiesto dove andava.
Nel porto delle illusioni,
Mi disse quel capitano.
Terra terra
Forse cerco una Chimera
Questa sera, eterna sera.

Piero Ciampi
(Livorno 28/9/1934 - 19/1/1980)
Mari, porti, Città